Carissimi, eccomi al Caffè Pedrocchi, il caffè storico di Padova e uno dei simboli della città. Vengo spesso al Pedrocchi, perché mi piace immergermi nella storia, ammirare la bellezza delle sale e degli arredi e gustare uno zabaione o un caffè Pedrocchi, entrambi specialità della casa.

BREVE STORIA DEL PEDROCCHI

Il Caffè Pedrocchi è stato fondato dal signor Pedrocchi, caffettiere bergamasco, nel 1772 in una posizione strategica: accanto all’Università e al Municipio e vicino alle piazze del mercato e al teatro. Nel 1816 uno degli avventori del Caffè, l’architetto e ingegnere Giuseppe Jappelli fu incaricato dal figlio del signor Pedrocchi di progettare l’edificio così come lo vediamo oggi, inaugurato nel 1831.

TRE SALE

Il Pedrocchi si compone di tre sale: la rossa, la verde e la bianca.
La sala rossa è quella centrale, è la più grande e ospita il magnifico bancone scanalato di marmo così come progettato da Jappelli.
La Sala Verde, che si affaccia su Piazza Pedrocchi, ospita un grande specchio sopra al camino. Per tradizione è riservata a chi desidera sedersi e leggere il giornale senza l’obbligo di consumare. In passato, pertanto, è stata il ritrovo preferito degli studenti squattrinati. Oggi molti padovani si fermano nella sala verde per fare una sosta, per riposarsi, aspettare qualcuno o leggere i giornali.
La Sala Bianca, all’estremità opposta di quella verde, si affaccia verso il Bo. Nella Sala Bianca è ancora visibile in una parete il foro di un proiettile sparato nel 1848 dai soldati austro-ungarici contro gli studenti in rivolta contro la dominazione asburgica.

“Io personalmente amo la Sala Rossa perché ha le sedute in velluto rosso, che oltre ad essere très chic, mettono in risalto la mia borsa Valier, di qualsiasi colore la indossi. Inoltre, la Sala Rossa ospita un pianoforte a coda e il bancone di Jappelli, che è pura bellezza.”

 

CLIENTI ILLUSTRI E PORTE SEMPRE APERTE

Tra i clienti del Pedrocchi ci sono stati molti personaggi illustri: Stendhal, George Sand, Théophile Gauthier, Gabriele D’Annunzio. Fino al 1916 il Caffè Pedrocchi era aperto giorno e notte, e per questo si era guadagnato il soprannome di “Caffè senza porte”.

UNA SPECIALITA DA GUSTARE

Oggi al Pedrocchi ho ordinato un caffè Pedrocchi, specialità della casa. È un espresso a cui viene aggiunta una miscela di panna e sciroppo di menta spolverizzata con cacao. Viene servito senza cucchiaino, perché non va zuccherato e mescolato ma va gustato “a strati”. È davvero una sinfonia di sapori.
Sul bancone di Jappelli c’è la ricetta. Eccola:
espresso 100% arabica
emulsione di panna fresca e menta in sciroppo
spolverata di cacao amaro

“Potete provare a fare il caffè Pedrocchi a casa, ma sinceramente, cari, vi consiglio di venire a Padova e gustarlo immersi nella storia!”

A presto!

Gunilla V.