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Per una persona che non è nata a Padova l’esperienza di visitarla assomiglia ad un incanto. Quando prendi un caffè davanti all’università, ti viene naturale immaginare gli antenati illustri che  di lì passarono e cambiarono il mondo.
Mentre passeggi verso l’ora del crepuscolo in una giornata limpida d’ottobre vieni folgorato dal contrasto del colore del cielo cobalto ricamato dalle guglie bianche del caffè Pedrocchi. Il panorama è a dir poco commovente.
Ci sono giorni a Padova in cui l’aria è vestita di bianco umido e semi trasparente e tu seduto con un libro in mano in un angolo della libreria puoi vivere un’esperienza stupefacente. Capita per esempio che, alzando gli occhi, scorgi un portico e, mentre lo guardi, lui muta alla luce dei lampioni e assomiglia più ad un quadro rinascimentale che ad un oggetto reale.

Padova è come i moti dell’anima, cambia e ti sorprende sempre.

Padova è nata nell’anno 1185 a.C per mano di Antenore, principe troiano.

Virgilio, Eneide,
1, 247 – 249

Padova è una delle più antiche città della penisola italica, e la più antica del Veneto.

 

sebbene la fondazione sia leggendaria, i dati archeologici hanno confermato l’antichissima origine della città, sviluppatasi tra il XIII e XI secolo a.C. e legata alla civiltà dei Veneti antichi.

Padova è una città ricca di storia, cultura, culla di scoperte scientifiche e casa di uomini illustri

Padova è una città del Veneto, in Italia Settentrionale, nota per gli affreschi di Giotto della Cappella degli Scrovegni, del 1303-05, e per la grande Basilica di Sant’Antonio del XIII secolo. La basilica, caratterizzata da cupole in stile bizantino e pregevoli opere d’arte, ospita la tomba del Santo a cui è intitolata. Nel centro storico della città si trovano strade con portici ed eleganti caffetterie frequentate dagli studenti dell’Università di Padova, fondata nel 1222.

Padova fu una città romana e durante l’epoca imperiale divenne molto ricca. Dalla città passavano numerose strade che la congiungevano con i principali centri romani dell’epoca: la via Annia, la via Medoaci, la via Astacus, la via Aurelia, la via Aponense.

Con la caduta dell’impero Romano Padova riuscì a mantenere un’economia solida, ma nel primo periodo delle invasioni barbariche fu più volte devastata e, congiunte anche alle calamità naturali, seguirono secoli di fatica e lotta per la sopravvivenza.

La città si riprese nei primi secoli del millennio fino a diventare una delle capitali culturali del Trecento: le testimonianze pittoriche del XIV secolo – tra tutte, il ciclo di Giotto alla Cappella degli Scrovegni – la rendono nodo cruciale negli sviluppi dell’arte occidentale.

A Padova, tra il XIV secolo e il XV secolo si sviluppò, in concomitanza con Firenze, una imponente corrente culturale votata all’antico che tramuterà nel Rinascimento padovano, e influenzerà la compagine artistica dell’intera Italia settentrionale del Quattrocento.

L’Università degli Studi di Padova è fra le più note università in Italia e

nel mondo, e fra le più antiche al mondo (la seconda in Italia dopo quella di Bologna e la settima al mondo), risalendo al 1222. Nell’anno accademico 2016/ 2017 contava circa 57.000 studenti e 2.100 docenti .

Nel 1405 Padova diventò parte della Serenissima ed ebbe inizio il lungo periodo in cui poté godere della pace e della prosperità assicurata dalla signoria veneziana, nonché della libertà garantita alla sua Università, che richiamò studenti ed insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori centri dell’aristotelismo e attirando numerosi ed illustri intellettuali.

Padova è una città dalle molte anime e dalle molte identità tra le quali senz’altro quella che esprime il connubio, spesso conflittuale, tra città e università ma che in molte occasioni, e per fortuna, si esprime con storie di successo relative al mondo della ricerca scientifica e della cultura.

Galileo insegnò all’Università degli Studi di Padova dal 1592 al 1610, e a suo stesso dire “Consumai li diciotto anni migliori di tutta la mia età” (dalla lettera a Fortunio Liceti a Padova, Arcetri, 23 giugno 1640).

Tramite il perfezionamento del cannocchiale, i suoi calcoli matematici e le sue osservazioni del cielo riuscì a vedere come le teorie di Copernico, di cui era sostenitore, fossero vere.

Padova è sempre stata città di spettacolo. Attorno al 60-70 d.C. fu edificato il teatro romano detto “lo Zairo”, le cui fondamenta riaffiorano in occasione di bonifiche e sistemazioni della canaletta che circonda Prato della Valle. Le sale teatrali sono numerose e ogni anno vengono messi in scena centinaia di spettacoli.

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